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La Continuità dell’assistenza nel nuovo assetto organizzativo della medicina generale. PARTE I

La Continuità dell’assistenza nel nuovo assetto organizzativo della medicina generale.  PARTE I

La Continuità dell’assistenza nel nuovo assetto organizzativo della medicina generale.

PARTE I: L’ evoluzione naturale in risposta ai cambiamenti socio-demografici e patologici della popolazione

Nella cornice del 76esimo Congresso Nazionale FIMMG-METIS svoltosi a Villasimius dal 7 al 12 ottobre 2019, sono state analizzate dal Settore Continuità Assistenziale le variabili di salute, socio-demografiche ed economiche che sono alla base del processo di trasformazione della professione. Questo quanto emerso dal primo dei tre interventi della sessione politica di settore.

L’analisi dei dati socio-demografici relativi ai cittadini residenti in Italia dimostra come si stia assistendo, nel corso degli anni, ad un progressivo invecchiamento della popolazione generale con un importante impatto sulla società in termini di cura e assistenza.

Circa il 40% degli individui risulta infatti affetto da almeno una patologia cronica ed il 42% assume quotidianamente terapia farmacologica mirata. L’incidenza delle malattie croniche riconosce per altro una correlazione lineare diretta con l’aumento dell’età anagrafica; se prendiamo in considerazione i grandi anziani (ovvero i soggetti con più di 75 anni) l’85% del campione presenta almeno una patologia cronica in trattamento.

Le prestazioni effettuate dal servizio di Continuità Assistenziale hanno toccato la cifra record di 8 milioni nel 2017 (+ 1,2 milioni rispetto ad inizio millennio). In particolare si è visto come i maggiori fruitori del servizio di C.A. e, nel complesso, di tutta la Medicina Generale siano i cittadini più anziani che vivono nelle zone più periferiche: man mano che ci si sposta dai grandi centri urbani verso le periferie gli accessi in Continuità Assistenziale e dal Medico di famiglia tendono infatti progressivamente ad aumentare superando di gran lunga il ricorso al Pronto Soccorso e alla Medicina Specialistica (dati ISTAT).

Fanno da contraltare a questi dati, i numeri relativi ai Medici di Medicina Generale; vi è stata infatti una riduzione complessiva di circa 4 mila Medici di famiglia a partire dal 2000 e si sono persi oltre 3700 medici di Continuità Assistenziale titolari, con inevitabile aumento dei medici sostituti che ha provocato instabilità e precarietà della professione (dati SISAC).

Se da un lato dunque ci si trova a fare fronte al vertiginoso aumento della morbilità e del relativo carico assistenzialedall’altro la Medicina Generale è costretta a fare i conti con un importante depauperamento delle risorse umane e professionali.

I mutamenti socio-demografici e patologici della popolazione hanno fatto si quindi che anche il Medico di Continuità Assistenziale abbia acquisito, nel corso degli anni, le capacità necessarie per rispondere al cambiamento dei bisogni di salute e delle esigenze dei cittadini con una graduale evoluzione delle proprie competenze e funzioni.

Il tutto con un unico grande obiettivo: sviluppare un percorso assistenziale continuo, garantito dalla capillarità  e dalla prossimità proprie della Medicina Generale, che sia in grado di curare il paziente e favorirne l’empowerment e l’autodeterminazione, senza dimenticarsi dell’importanza della persona e del contesto in cui questa vive ed è inserita.

 

Mariateresa Gallea

Andrea Gonella

Giuseppe Zagami

FIMMG CA

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