Nel documento sottostante è presenta la lettera, a firma del Segretario Provinciale cuneese dott. Luciano Bertolusso, alle accuse infamanti secondo le quali sarebbero i medici di famiglia la principale causa delle infinite liste di attesa.
La risposta, pubblicata sul giornale LA GUIDA, giunge a seguito dell’intervento di un collega specialista che accusa i medici di medicina generale rispetto alle prescrizioni improprie di visite specialistiche ed esami diagnostici. L’ intervento preciso e puntuale del dottor Bertolusso è volto a difendere non solo i medici di famiglia ma anche i pazienti da illazioni che nascono senza dubbio da una mancata conoscenza del lavoro e delle dinamiche della medicina del territorio.
“Gentile Direttore
Sono il segretario della Federazione Italiana di Medici di Medicina
Generale, sezione di Cuneo (rappresento la maggior parte dei colleghi
Medici di Medicina Generale della provincia)
Leggo con stupore ed amarezza la lettera al direttore Sanità 1
pubblicata dalla Guida in data 30.3 u.s. in cui il collega medico
specialista cardiologo Dr Steffenino dichiara che nella sua esperienza
più del 50% delle visite che effettua sono a suo dire inutili. Non ho
elementi per giudicare la correttezza di tale affermazione ma comprendo,
dal suo punto di vista, la frustrazione nel lavoro quotidiano di tale
(asserita) inappropriatezza. Addita come responsabile principale
dell’aumento delle liste d’attesa l’imperizia dei colleghi prescrittori,
principalmente medici di medicina generale (MMG). Ma (anche a norma di
deontologia) non mi pare corretto accusare in modo generico ed estensivo
una così ampia platea di colleghi; i quali peraltro ogni giorno visitano
migliaia di pazienti con problematiche cliniche di tutti i tipi comprese
quelle cardiologiche e che solo per una piccola percentuala di pazienti
decidono di far accedere i pazienti al livello specialistico. Sono
proprio i MMG il principale argine alla deriva del SSN attraverso un
lavoro che spesso i Colleghi Ospedalieri e Specialisti non vedono,
visitando e prendendosi le responsabilità professionali che competono
loro (e spesso anche di più). A questo si aggiunga il fatto che per
alcuni pazienti le classi di priorità alta (cioè “Breve”) sono rese
obbligate ed inevitabili a causa dei tempi altrimenti clinicamente
inaccettabili (che non rispettano affatto le indicazioni delle
tempistiche di priorità) e diventano l’unico strumento per garantire ai
nostri pazienti il diritto ad una cura adeguata e tempestiva. Insieme ai
pazienti noi medici di famiglia siamo i primi ad essere danneggiati
dalla saturazione delle liste d’attesa. E non siamo certo noi la causa
delle disfunzioni di un sistema (di cui siamo vittime come i nostri
pazienti) le cui responsabilità organizzative e gestionali vanno
certamente individuate in altre sedi e in altri ambiti (in primis quelli
politici ed amministrativi).
Siamo da sempre a disposizione delle Direzioni Generali e Sanitarie di
ASL e ASO per lavorare a migliorare i sistemi di comunicazione ed i
raggruppamenti omogenei che possano creare indicazioni concordate e
sempre più appropriate per garantire la salute dei nostri assistiti in
questi tempi difficili per tutti.
Ma non accettiamo di essere denigrati come categoria.
Dott. Luciano Bertolusso
Segretario provinciale FIMMG CUNEO”

